Buona visione,
Emme.
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Rayan Gosling ed Emma Stone sono a dir poco spettacolari. Rayan Gosling balla il tip tap, cucina, suona sempre con una mano in tasca, con una disinvoltura tale ed un sex appeal che sfido chiunque ad avere; Emma Stone è bravissima, leggiadra nei movimenti del valzer e così coinvolgente con quei sui grossi occhioni blu che se avessi potuto ci sarei andata anche io a vedere il suo one-woman show solo per farla felice. La colonna sonora è formidabile, tant'è che sono due le canzoni del film candidate all'Oscar, City of Stars, in assoluto la mia preferita difatti è già entrata nella mia playlist, e The fools who dream, che racchiude per me le categorie di persone a cui questo film è dedicato: i folli e i sognatori. Ho adorato la fotografia e le scene girate in piano-sequenza (cioè senza stacchi) seguendo movimenti circolari. Purtroppo nonostante la sfrenata pubblicità per farlo diventare un film di massa (De Martino testimonial e le venti persone in sala con me di ieri sera ne sono la prova), La La Land non è un film per tutti, semplicemente perchè il musical è un genere che difficilmente piace. Ma se questo presupposto ve ne dovesse limitare la visione, vi prego, superate i vostri limiti, uscite fuori dagli schemi, procedete ad uno strappo alle regole e guardatelo. Non ve ne pentirete.
Ad ogni modo, abbiamo visto Arrival, l'ultimo film di Denis Villenueve con protagonista Amy Adams. Eravamo molto entusiaste di vederlo, ma quando l'abbiamo scelto non ci saremmo mai aspettate che il giorno dopo avrebbe ricevuto ben 8 candidature agli Oscar tra cui quella per miglior film e miglior regia- peccato per la mancata nomination della Adams come miglior attrice protagonista, Adams is the new Di Caprio.
Ciò che ho saputo dire fin da subito è quanto mi fosse piaciuto il tema centrale della pellicola: la difficoltà della comunicazione. Viviamo in un era fatta di whatsapp, mail, tweet e status su Facebook eppure a volte dimentichiamo che tutto questo "comunicare" non esisterebbe se non avessimo una lingua da usare, se alla base non ci fosse un collegamento tra una parola, un suono ed un oggetto nella realtà. la lingua è ciò che ci differenzia dagli animali, è ciò che ci rende umani- o alieni, come nel caso del film- è ciò che ci rende noi stessi. Rispecchia la nostra cultura, il nostro modo di pensare, il nostro vissuto. E' qualcosa di strettamente personale, ecco perchè è così difficile comunicare con chi parla una lingua diversa dalla nostra, eppure è alla base di ogni nostra relazione. Louise (è questo il nome della protagonista) ne conosce il potere e lo usa per permettere agli umani di comunicare con gli alieni. Non mancano però i misunderstanding: la traduzione affrettata di un simbolo alieno scatena la possibilità di una guerra universale. Una parola, una sola parole male interpretata avrebbe potuto causare la distruzione di un intero pianeta. Quante volte nella vita di tutti i giorni interpretiamo le parole a nostro piacimento e scateniamo guerre che invece si sarebbero potute tranquillamente evitare? Ho riflettuto molto su questo aspetto e, sarà perchè anche io sono una futura linguista, ho sentito questo messaggio particolarmente mio. Tutto poi si ricollega alla paura di ciò che non conosciamo e che non riusciamo a capire, alla facilità con cui costruiamo muri- ed ogni riferimento a Trup è puramente casuale- invece di gettare ponti, alla velocità con cui ci mettiamo sulla difensiva per paura che qualcuno ci voglia spodestare.
L'universo Marvel mi ha sempre affascinata tantissimo. In quanto universo, però, è infinito. Ci sono tante cose da sapere e da ricordare, e per una novellina come me ( mi manca ancora qualche pezzo per averne un quadro completo) recensire un film della famiglia di Stan Lee sarebbe un po' un insulto. Ho chiesto infatti aiuto ad un'altra emme, quella di Mattia, il mio esperto Marvel di fiducia, che vi parla dell'ultimo super eroe giunto in sala: Doctor Strange. Quello che posso dirvi io è che per adesso è uno dei personaggi che mi è piaciuto di più: mi è piaciuto il fatto che per una volta ci si sia concentrati sulla cura e sull'importanza dello spirito (non a caso l'addestramento avviene in Oriente) e mi è piaciuta la caratterizzazione di Strange realizzata da Benedict Cumberbatch.
Per quanto riguarda i super cattivoni risaltano tre personaggi in particolare: il primo ad entrare in scena è Kaeciulus uno stregone addestrato dall'Antico ma che ha deciso di trovare per conto suo i segreti per raggiungere la vita eterna. Per raggiungere lo scopo diventerà un seguace del secondo cattivone di turno, Dormammu. Quest'ultimo è il signore della Dimensione Oscura e tra le sue molte capacità vi sono la trasmutazione della materia, il teletrasporto interdimensionale, la modifica delle proprie fattezze e dimensioni, il controllo degli elementi, la telepatia, la creazione di esseri artificiali e la capacità di penetrare nella mente degli individui psichicamente più deboli al fine di controllarli. Tutti 'sti poteri, e poi si incarta in un loop.
Inutile dirvi che la sala era piena di donne con gli estrogeni ai massimi livelli- sembrava quasi di poterli toccare: non dimentichiamo che in questo film Bridget, interpretata da una Reneé Zellweger irriconoscibile che a furia di ritoccarsi si è cambiata i connotati- è contesa tra due uomini- e che uomini, aggiungerei. Il sempre affascinante Collin Firth nel ruolo dell'introverso Mr Darcy ed il nuovo arrivato Mark Qwant, interpretato dal famoso Dottor Stranamore di Gray's Anatomy, Patrick Dempsey. Insomma, tra i due non saprei scegliere, ma se proprio dovessi mi troverei a far parte del #teamMrDarcy: al fascino inglese e al nome del più romantico personaggio letterario di sempre proprio non riuscirei a resistere. Diverse sono state le reazione delle donne che hanno visto il film con me e non sono mancati i commenti! Ecco i memorabili.
Per l'occasione il regista Gabriele Muccino ha deciso di anticipare l'uscita del suo film, L'estate addosso, presentato ed accolto positivamente all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Insomma, ieri gli astri del cinema erano perfettamente allineati e non potevo non approfittarne.
Mi è piaciuto tantissimo il fatto che nel relazionarsi con i gentilissimi e fighissimi americani Paul e Mark, sia lei quella inizialmente omofoba, un difetto che sarebbe stato scontato affibbiare ad un uomo. E' come se tutto fosse allo stesso tempo una convenzione e la sua stessa distruzione. Molto toccante la storia d'amore di Paul e Mark; sicuramente in questo caso la carta dell'America ha aiutato, rendendola credibile agli occhi dello spettatore.A primo impatto non mi è piaciuto molto il finale, poi ci ho ripensato e mi è venuto in mente che "San Francisco è come una bolla" e ho trovato la chiave di lettura giusta: Fan Francisco è una bolla proprio come il viaggio, proprio come il film. Per questo non ci è svelto cosa succede dopo, come vanno le cose, abbiamo visto quello che dovevamo vedere.Il viaggio è finito, la bolla è esplosa e con lei il film.
#PRO: nel ruolo di Mowgli la performance di Neel Sethi, per la prima volta sul grande schermo, è stata sorprendentemente positiva. Un ruolo impegnativo e difficile, dato che il giovanissimo attore ha dovuto recitare sostanzialmente da solo, potendo contare solo sua sua immaginazione per riuscire a calarsi al meglio nella parte. Decisamente promosso.
3. Lo sanno gli sceneggiatori che non possono chiamare un film Batman VS Supermen e poi propinarci in due ore e mezza di proiezione solo due minuti di combattimento? Io ancora non ci credo, combattono per due minuti, forse anche meno! Ho pagato 9 euro di biglietto perchè era pure festivo (scema io, lo so), avete speso quattrocento milioni di dollari tra produzione e post produzione, ma minimo avrebbero dovuto grondare sangue,avrebbero dovuto battersi fino allo sfinimento, si sarebbero dovuti girare verso di me e chiedermi il permesso di smettere.