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martedì 28 marzo 2017

#David2017: tutti i vincitori.

Ieri sera si è tenuta a Roma l'edizione numero 62 dei David di Donatello, che ha riunito in una sola sala la crème de la crème del cinema italiano, da Favino a Servillo, da Santamaria a Verdone. Sky ha adottato la strategia squadra che vince non si cambia ed ha affidato la conduzione ad Alessandro Cattelan per il secondo anno consecutivo. Che poi, parlare di conduzione è un parolone, sarà apparso per non più di quindici minuti se non consideriamo l'intro che lo vedeva protagonista insieme a Luca Argentero, Valerio Mastandrea, Fortunato Cerlino, Paola Cortellesi, Matilde Gioli e non ricordo chi più. 
L'introduzione è stata molto figa: Valerio Mastandrea rompe la quarta parete ed espone direttamente allo spettatore il decalogo di consigli da seguire per girare un film da David di Donatello.

Alessandro Cattelan, che attualmente è uno dei pochi degno di essere chiamato presentatore e che a me piace davvero molto, non ha entusiasmato più di tanto- forse perchè è stato una comparsa più che un conduttore. Molto più divertente Maccio Capatonda ed il suo montatore gelosone, interpretato dal fedele compagno Herbert Ballerina, ed il discorso di ringraziamento di Pif, vincitore per la seconda volta del David Giovani, che invita i produttori a strisciare un po' la carta di credito e a produrre i suoi film. Straziante è stata l'esibizione di Manuel Agnelli in Across The Universe dei Beatles: una metà dei Fab4 si è probabilmente rivoltata nella tomba, l'altra, invece, ha provato a tagliarsi le vene con il disco di Eva. In una serata in cui nessuno si è fatto una risata nemmeno a pagarlo in pubblicità della Kinder, la vitalità travolgente del frontman degli Afterhours è calzata a pennello. Per fortuna, ci hanno pensato i ringraziamenti della Bruni Tedeschi a smorzare un po' l'animo della serata. 

In merito ai premi assegnati, stravincono Indivisibili del casertano Edoardo De Angelis, che porta a casa ben sei David, tra i quali due ad Enzo Avitabile come miglior musicista e miglio canzone originale, La Pazza Gioia di Paolo Virzì si aggiudica le tre statuette più importanti- miglior film, miglior regia e miglior attrice protagonista a Valeria Bruni Tedeschi- e Veloce come il vento di Matteo Rovere, che conquista quattro riconoscimenti tecnici e quello di miglior attore protagonista a Stefano Accorsi. Il premio per il miglior attore non protagonista va invece a Valerio Mastandrea per Fiore mentre ad Antonia Truppo è assegnato il corrispettivo femminile per la sua interpretazione in Indivisibili. David alla carriera a Benigni- più bella la coreografia che raccontava la sua storia cinematografica che il suo discorso- e miglior film straniero ad Animali Notturni di Tom Ford. Contentissima per i premi maschili, Accorsi e Mastandrea, un po' meno per quelli femminili, Bruni Tedeschi e Truppo, ancor meno per il miglior film, La pazza gioia. 

E' stata un'edizione un po' fiacca, ho sentito la mancanza di Mainetti e dello Zingaro. Per mia mamma e mia sorella, che hanno visto con me la cerimonia di premiazione, nessuna delle attrici italiane sa vestirsi ed acconciarsi, però ehi, a chiunque si azzardi a dire che il cinema italiano è morto e che non ha senso andare al cinema per guardare un film italiano, dategli una capata in bocca. Con affetto però.





LISTA DEI VINCITORI
Miglior film
Fai bei sogni, per la regia di Marco Bellocchio
Fiore, per la regia di Claudio Giovannesi
Indivisibili, per la regia di Edoardo De Angelis
La pazza gioia, per la regia di Paolo Virzì
Veloce come il vento, per la regia di Matteo Rovere

Migliore attrice protagonista
Daphne Scoccia, per Fiore
Angela e Marianna Fontana, per Indivisibili
Valeria Bruni Tedeschi, per La pazza gioia
Micaela Ramazzotti, per La pazza gioia
Matilda De Angelis, per Veloce come il vento

Miglior attore protagonista
Valerio Mastandrea, per Fai bei sogni
Michele Riondino, per La ragazza del mondo
Sergio Rubini, per La stoffa dei sogni
Toni Servillo, per Le confessioni
Stefano Accorsi, per Veloce come il vento

Miglior regia
Marco Bellocchio, per Fai bei sogni
Claudio Giovannesi, per Fiore
Edoardo De Angelis, per Indivisibili
Paolo Virzì, per La pazza gioia
Matteo Rovere, per Veloce come il vento

Migliore regista esordiente
Michele Vannucci, per Il più grande sogno
Marco Danieli, per La ragazza del mondo
Marco Segato, per La pelle dell'orso
Fabio Guaglione, Fabio Resinaro, per Mine
Lorenzo Corvino, per Wax: We are the X

Migliore sceneggiatura originale
Claudio Giovannesi, Filippo Gravino, Antonella Lattanzi, per Fiore
Michele Astori, Pierfrancesco Diliberto, Marco Martani, per In guerra per amore
Nicola Guaglianone, Barbara Petronio, Edoardo De Angelis, per Indivisibili
Francesca Archibugi, Paolo Virzì, per La pazza gioia
Roberto Andò, Angelo Pasquini, per Le confessioni
Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere, per Veloce come il vento

Migliore sceneggiatura adattata
Fiorella Infascelli, Antonio Leotti, per Era d'estate
Edoardo Albinati, Marco Bellocchio, Valia Santella, per Fai bei sogni
Gianfranco Cabiddu, Ugo Chiti, Salvatore De Mola, per La stoffa dei sogni
Francesco Patierno, per Naples '44
Francesca Marciano, Valia Santella, Stefano Mordini, per Pericle il nero
Massimo Gaudioso, per Un paese quasi perfetto

Miglior produttore
Cristiano Bortone, Bart Van Langendonck, Peter Bouckaert, Gong Ming Cai, Natacha Devillers, per Caffè
Pupkin Production e IBC Movie con Rai Cinema, per Fiore
Attilio De Razza, Pierpaolo Verga, per Indivisibili
Marco Belardi per Lotus Production (una società di Leone Film Group) – in collaborazione con Rai Cinema, per La pazza gioia
Angelo Barbagallo per Bibi Film con Rai Cinema, per Le confessioni
Domenico Procacci con Rai Cinema, per Veloce come il vento

Migliore attrice non protagonista
Antonia Truppo, per Indivisibili
Valentina Carnelutti, per La pazza gioia
Valeria Golino, per La vita possibile
Michela Cescon, per Piuma
Roberta Mattei, per Veloce come il vento

Migliore attore non protagonista
Valerio Mastandrea, per Fiore
Massimiliano Rossi, per Indivisibili
Ennio Fantastichini, per La stoffa dei sogni
Pierfrancesco Favino, per Le confessioni
Roberto De Francesco, per Le ultime cose

Migliore autore della fotografia
Daniele Ciprì, per Fai bei sogni
Ferran Paredes Rubio, per Indivisibili
Vladan Radovic, per La pazza gioia
Maurizio Calvesi, per Le confessioni
Michele D'Attanasio, per Veloce come il vento

Migliore musicista
Carlo Crivelli, per Fai bei sogni
Enzo Avitabile, per Indivisibili
Carlo Virzì, per La pazza gioia
Franco Piersanti, per La stoffa dei sogni
Andrea Farri, per Veloce come il vento

Migliore canzone originale
I can see the stars, musica e testi di Fabrizio Campanelli, interpretata da Leonardo Cecchi, Eleonora Gaggero, Beatrice Vendramin, per Come diventare grandi nonostante i genitori
Abbi pietà di noi, musica, testi di Enzo Avitabile, interpretata da Enzo Avitabile, Angela e Marianna Fontana, per Indivisibili
L'estate addosso, musica di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, Christian Rigano e Riccardo Onori, testi di Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti e Vasco Brondi, interpretata da Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti, per L'estate addosso
Po popporoppò, musica e testi di Carlo Virzì, interpretata dai pazienti di Villa Biondi, per La pazza gioia
Seventeen, musica di Andrea Farri, testi di Lara Martelli, interpretata da Matilda De Angelis, per Veloce come il vento

Miglior scenografo
Marcello Di Carlo, per In guerra per amore
Carmine Guarino, per Indivisibili
Marco Dentici, per Fai bei sogni
Tonino Zero, per La pazza gioia
Livia Borgognoni, per La stoffa dei sogni

Migliore costumista
Cristiana Ricceri, per In guerra per amore
Massimo Cantini Parrini, per Indivisibili
Catia Dottori, per La pazza gioia
Beatrice Giannini, Elisabetta Antico, per La stoffa dei sogni
Cristina Laparola, per Veloce come il vento

Miglior truccatore
Gino Tamagnini, per Fai bei sogni
Maurizio Fazzini, per In guerra per amore
Valentina Iannuccilli, per Indivisibili
Esmé Sciaroni, per La pazza gioia
Silvia Beltrani, per La stoffa dei sogni
Luca Mazzoccoli, per Veloce come il vento

Miglior acconciatore
Mauro Tamagnini, per Fai bei sogni
Massimiliano Gelo, per In guerra per amore
Vincenzo Cormaci, per Indivisibili
Daniela Tartari, per La pazza gioia
Alessio Pompei, per Veloce come il vento

Miglior montatore
Consuelo Catucci, per 7 minuti
Chiara Griziotti, per Indivisibili
Cecilia Zanuso, per La pazza gioia
Alessio Doglione, per La stoffa dei sogni
Gianni Vezzosi, per Veloce come il vento

Miglior suono
Presa diretta: Gaetano Carito – Microfonista: Pierpaolo Lorenzo – Montaggio: Lilio Rosato – Creazione suoni: New Digital Sound – Mix: Roberto Cappannelli, per Fai bei sogni
Presa diretta: Valentino Giannì – Microfonista: Fabio Conca – Montaggio: Omar Abouzaid e Sandro Rossi – Creazione suoni: Lilio Rosato – Mix: Francesco Cucinelli, per Indivisibili
Presa diretta: Alessandro Bianchi – Microfonista: Luca Novelli – Montaggio: Daniela Bassani – Creazione suoni: Fabrizio Quadroli – Mix: Gianni Pallotto c/o sound design, per La pazza gioia
Presa diretta: Filippo Porcari – Microfonista: Federica Ripani – Montaggio: Claudio Spinelli – Creazione suoni: Marco Marinelli – Mix: Massimo Marinelli, per La stoffa dei sogni
Presa diretta: Angelo Bonanni – Microfonista: Diego De Santis – Montaggio e Creazione suoni: Mirko Perri – Mix: Michele Mazzucco, per Veloce come il vento

Migliori effetti digitali
Chromatica, per In guerra per amore
Makinarium, per Indivisibili
Mercurio Domina, Far Forward, Fast Forward, per Mine
Canecane, Inlusion, per Ustica
Artea Film & Rain Rebel Alliance International Network, per Veloce come il vento

Miglior documentario
60 - Ieri, oggi, domani, di Giorgio Treves
Acqua e zucchero: Carlo Di Palma, i colori della vita, di Fariborz Kamkari
Crazy for football, di Volfango De Biasi
Liberami, di Federica Di Giacomo
Magic Island, di Marco Amenta

Miglior film dell'Unione europea
Florence, di Stephen Frears
Io, Daniel Blake, di Ken Loach
Julieta, di Pedro Almodovar
Sing Street, di John Carney
Truman – Un vero amico è per sempre, di Cesc Gay

Miglior film straniero
Animali notturni, di Tom Ford
Captain Fantastic, di Matt Ross
Lion, di Garth Davis
Paterson, di Jim Jarmusch
Sully, di Clint Eastwood

Miglior cortometraggio
A casa mia, di Mario Piredda (Dichiarato vincitore nella cerimonia delle nomination del 21 febbraio).
Ego, di Lorenza Indovina
Mostri, di Adriano Giotti
Simposio suino in re minore, di Francesco Filippini
Viola, Franca, di Marta Savina

David giovani
Michele Placido, per 7 minuti
Pierfrancesco Diliberto, per In guerra per amore
Gabriele Muccino, per L'estate addosso
Paolo Virzì, per La pazza gioia

Roan Johnson, per Piuma

A presto,

Emme.

lunedì 27 febbraio 2017

#Oscar2017: troppa politica, vince La La L'altro.

Non so se ha il diritto di augurare il buongiorno chi la notte l'ha passata tutta sveglia a guardare gli Oscar, quindi mi limiterò ad un  generalissimo "Salve, come state?". 
Io, nonostante non abbia chiuso occhio per circa 24 ore, non sono particolarmente stanca, ma sono decisamente arrabbiata. Alcune delle statuette consegnate stanotte in occasione dell'89° cerimonia organizzata annualmente  dall'Accademy non hanno incontrato la mia approvazione. E non perchè io mi senta competente a tal punto da potermi erigere a giudice di quale premio sia giusto e quale sia sbagliato, ma perchè è palese che la maggior parte dei riconoscimenti abbia un sotto testo politico che, a lungo andare, ha stancato.
L'anno scorso, sicuramente lo ricorderete benissimo, l'Accademy era stata accusata di adottare un atteggiamento discriminatorio nei confronti dei neri in quanto fu ritenuto insufficiente il numero di presenze di persone di colore tra i candidati. Quest'anno, per mettere le mani avanti e non per altro, tra i nominati a miglior film ce ne sono tre che raccontano di o hanno come protagonisti attori neri; Moonlight, Il diritto di contare e Barriere. E con La La Land super favorito e già vittorioso ai Golden Globes chi vince? Moonlight. Cioè, ma di che parliamo? Stessa cosa è successa per il miglior attore e attrice non protagonista. Che poi a me Viola Davis piace tantissimo, quindi a nessuno dispiace più che a me il dove dire che sono stati premi per far dormire l'Accademy con la coscienza pulita. L'unico che avrei accettato sarebbe stato quello per miglior film straniero- il film del regista iraniano a cui la nuova politica americana vieta di entrare negli Stati Uniti- se solo non fosse stato accompagnato da una innumerevole serie di messaggi subliminali contro il nuovo presidente. Il premio ed il bellissimo discorso di Asghar Farhadi che, volontariamente, sceglie di non presiedere sarebbero stati una presa di posizione più che sufficiente. E invece no, ci abbiamo dovuto aggiungere Zootropolis ed una serie infinita di battute quasi sempre uguali tra loro. Basta, davvero, tanto ormai Trump sarà il vostro presidente per i prossimi quattro anni, potevate pensarci prima se proprio non vi piaceva. 
E allora quali sono i motivi per essere contenti? Emma Stone miglior attrice protagonista e Casey Affleck- che a me piace a tratti più del fratello Ben- per il corrispettivo maschile del premio anche se io tifavo a tempo perso per Andrew Garfield, miglior canzone originale e miglior regia a La La Land e miglior trucco ai due italiani Bertolazzi e Gregorini per Suicide Squad. Ah, e pure quello alla carriera di Jackie Chan. Molto belle le esibizioni di Justin Timberlake e di John Legend; divertentissimo l'ingresso in sala dei turisti che con i calzini nei sandali si sono trovati coinvolti nella notte più esclusiva del panorama cinematografico; epico e divertentissimo l'errore finale che nomina per sbaglio La La Land miglior film, poi si scusa e consegna il premio, tra l'imbarazzo generale e lo sconforto di Damian Chezelle, a Moonlight. 
Vi lascio la lista completa dei vincitori e vi do appuntamento al prossimo anno, sperando in un Accademy meno paraculo e più obbiettiva. 

MIGLIOR FILM: Moonlight
MIGLIOR REGIA: Damien Chazelle (La La Land)
MIGLIOR ATTORE: Casey Affleck (Manchester by the sea)
MIGLIOR ATTRICE: Emma Stone (La La Land)
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA: Mahershala Ali (Moonlight)
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA: Viola Davis (Barriere)
MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE: Manchester by the sea
MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE: Moonlight
MIGLIOR FILM STRANIERO: Il cliente (Iran)
MIGLIOR FILM ANIMAZIONE: Zootropolis
MIGLIOR FOTOGRAFIA: La La Land
MIGLIOR SCENOGRAFIA: La La Land
MIGLIOR MONTAGGIO: La battaglia di Hacksaw Ridge
MIGLIOR COLONNA SONORA: La La Land
MIGLIOR CANZONE: City of Stars (La La Land)
MIGLIORI EFFETTI SPECIALI: Il libro della giungla
MIGLIOR SONORO: La battaglia di Hacksaw Ridge
MIGLIOR MONTAGGIO SONORO: Arrival
MIGLIOR COSTUMI: Animali Fantastici e dove trovarli
MIGLIOR TRUCCO: Alessandro Bertolazzi, Giorgio Gregorini e Christopher Nelson (Suicide Squad)
MIGLIOR DOCUMENTARIO: O.J.: Made in America
MIGLIOR CORTO DOCUMENTARIO: The White Helmets
MIGLIOR CORTO: Sing
MIGLIOR CORTO D'ANIMAZIONE: Piper.
A presto,
Emme.

domenica 12 febbraio 2017

#Sanremo2017: perchè ha vinto una canzone con il genitivo sassone nel titolo.

Si è conclusa ieri sera l'edizione del Festival di Sanremo numero sessantasette e, forse per la prima volta, sono felice del vincitore, Francesco Gabbani e la sua Occidentali's Karma. Quest'anno l'ho presa veramente sul personale, tant'è vero che non solo ho votato spendendo quell'unico euro che adesso non permette alla mia promozione di riattivarsi, ma quando hanno annunciato il vincitore- erano circa le due meno venti- ho anche urlato un "ce l'abbiamo fatta" così pieno di soddisfazione che mia mamma dall'altra stanza è corsa pensando fosse successo qualcosa. 
Ve lo sareste mai aspettato? Ve lo sareste mai aspettato che a vincere sarebbe stata una canzone con il genitivo sassone nel titolo? ( per chi non lo sapesse è una struttura tipica della grammatica anglosassone). Stiamo sempre parlando di Sanremo, del festival della canzone italiana, della tradizione, dell'orgoglio nazionale e del patriottismo che ci esce sempre nelle occasioni in cui è meno richiesto. Il fatto è che Gabbani, non contento,  non si è fermato mica al titolo; dentro ci ha piazzato ancora una volta l'inglese, il latino ed un bel po' di sanscrito. E, nonostante tutte queste interferenze culturali, ha centrato l'obiettivo. Gabbani è lo specchio di una generazione che si è stancata del solito stereotipo del bel paese pizza, mafia e mandolino, di una generazione che non ha paura di varcare i sicuri confini di casa: parla della crisi dell'uomo contemporaneo occidentale unendo la filosofia orientale e quel funk adatto ai telespettatori da zero a novantanove anni. Ed è una cosa bellissima. Gabbani che chiede scusa, in lacrime, alla Mannoia è poi segno di grande umiltà e rispetto.
Anno strano questo per un Festival che sarà di sicuro ricordato. Anno che vede la disfatta dei talent e la lungimiranza della categoria giovani (tra i primi tre, Gabbani e Meta hanno un passato tra i giovani, mentre sulla Mannoia non c'è ovviamente bisogno di aggiungere altro) e l'inconsistenza del rap come genere popolare (due rapper eliminati e Clementino ultimo in classifica). Un festival che ha fatto della sobrietà la sua parola d'ordine. Complice, senza dubbio, la presenza della Maria nazionale, che seppur un po' a disagio nelle prime sere- perchè come lei stessa dice in un'intervista rilasciata ad Alberto Mattioli "Avevo paura. [...] I miei programmi sono miei perché li penso e li invento dall’inizio alla fine. Se ho cominciato ad andare in video è perché volevo che andasse in onda tutto quel che avevo in testa e come lo avevo in testa. Non sono una conduttrice, sono un’autrice che conduce. Ovviamente, al Festival non è così»- si fa portatrice dell'eleganza che la contraddistingue al fianco di un ormai navigato e più a suo agio Carlo Conti. 
E' il festival del sociale, e non solo negli ospiti - i soccorritori del Ricopiano, il nonno che ha salvato il nipote durante l'attentato di Nizza, ma anche Mika e la sua esibizione arcobaleno- ma sopratutto nelle canzoni: sul podio in ordine troviamo la decadenza della società occidentale, la difficoltà e la bellezza della vita e la violenza domestica. Sarà che ci siamo stancati pure delle solite canzoni d'amore già sentite e risentite- anche se io Michele Bravi l'avrei voluto sul podio. 

E' stato davvero un bel festival. Peccato per il mancato podio di Michele Bravi e per le posizioni così basse di Moro e Samuel che si rifaranno sicuramente in radio. Ora si parlerà del festival per i prossimi sei mesi, fino a quando non si inizieranno a fare previsioni sui possibili presentatori ed ospiti di quello del prossimo anno. Ma a noi sta bene così. In fondo, Sanremo è Sanremo.

A presto,

Emme.

giovedì 9 febbraio 2017

#Sanremo2017: promossi, bocciati e papabili vincitori.

Sapete, io guardo davvero tanta televisione. E non mi riferisco solo alle serie: guardo programmi, spettacoli, show, eventi e tutto ciò che mi sembra degno di attenzione.Ecco perchè ho deciso di dedicarle un piccolo spazio qui sul blog. E quale modo migliore di inaugurarlo se non parlando con voi dell'evento televisivo italiano più atteso dell'anno, il Festival di Sanremo. 
Ieri, con la seconda serata, si è conclusa la presentazione delle canzoni in gara per quanto riguarda la categoria Big. I brani sono ora presenti su tutte le piattaforme digitali- Spotify, TimMusic e Youtube- quindi se ne avete perso qualcuno (come è successo a me) potete tranquillamente recuperarlo e farvi un'idea di chi vorreste sul podio dell'Ariston. Io in realtà non sono tanto favorevole alle competizioni tra espressioni artistiche: una canzone, come un quadro o un libro, è il frutto dell'animo del suo autore e l'animo di qualcuno non può essere giudicato più o meno bello di quello di un altro. Quindi, senza fare classifiche, mi limiterò ad esprimere un parere, puramente personale, sulle canzoni singolarmente, senza paragonarle le une con le altre. 


ORA ESISTI SOLO TU- Bianca Aztei : Nì
Nulla di particolare, mi lascia indifferente. Il testo è scialbo, ma la sua voce mi piace molto.

SPOSTATO IN UN SECONDO- Marco Masini : No
Questo parlato non mi piace per nulla, bocciato anche il look hipster. Marco, c'hai pure 'na certa eh.


DO RETTA A TE- Nesli e Alice Paba: No
Lei non so chi sia, mai sentita, forse perchè ha una voce fastidiosissima. Nesli ma non potevi partecipare da solo? 

CON TE- Sergio Sylvestre: Nì
Sono un poì delusa, mi sarei aspettata qualcosa di più. La vedrei perfetta come colonna sonora de La Bella e la Bestia. Mi sa che il video lo hanno girato prima di smontare il set. 

LA PRIMA STELLA- Gigi D'Alessio: ASSOLUTAMENTE NO
Le rime e le immagini di questa canzone (sole, cuore, amore) sono originali come le borse di Vuitton che vendono a Forcella. Però Gigì, cosa non si fa per pagare le bollette (infatti il video è a costo zero).

IL DIARIO DEGLI ERRORI- Michele Bravi: ASSOLUTAMENTE SI
Avevo grandi aspettative su Michele e sono rimasta piacevolmente soddisfatta. E' una canzone che emoziona e arriva dritta al cuore. Non vedo l'ora di ascoltare l'intero album. Papabile vincitore.

FATTI BELLA PER TE- Paola Turci: Si
Non conosco la sua discografia, non conoscevo nemmeno lei fino a ieri sera in realtà, ma la canzone mi piace. Bel messaggio e lei era fighissima.

OCCIDENTALI'S KARMA- Francesco Gabbani: ASSOLUTAMENTE SI
L'ho ascoltata due volte e già la canticchio. Successo assicurato, testo pieno di significato e video molto bello. Mia nonna non saprà mai pronunciare il titolo, ma è tra i papabili vincitori.

MANI NELLE MANI- Michele Zarrillo: NO
Classica canzone alla Zarrillo, proprio quello che ti aspetteresti da lui. Poi il ritornello sembra uno scioglilingua. Michele, ritenta sarai più fortunato.

NESSUN POSTO E' COME CASA MIA- Chiara Galazzo: Nì
E' un po' molle. sembra una cantilena. Però Chiara dal vivo non sbaglia una nota nemmeno a pagarla.

TOGLIAMOCI LA VOGLIA- Raige&Giulia Luzi: ASSOLUTAMENTE NO
L'unica voglia che vorrei togliermi dopo aver ascoltato questa canzone è quella di vivere.

FA TALMENTE MALE- Giusy Ferreri: Si
Molto orecchiabile, forse la più pop delle canzoni in gara. A me poi la voce della Ferreri fa impazzire. 

PORTAMI VIA_ Fabrizio Moro: ASSOLUTAMENTE SI
Mi ha sorpresa: non è proprio il suo stile, probabilmente se l'avessi ascoltata da un altro interprete non l'avrei associata a lui. Evoluzione che mi intriga e il video mi ha commosso. Poi il graffiato di Moro mi fa un sangue che non avete idea. 

TUTTA COLPA MIA- Elodie: No
Non mi dice nulla, è insipida. Infatti non so cos'altro scrivere.

IL CIELO NON MI BASTA- Lodovica Comello: No
Non mi spiego perchè sia in gara tra i big, ma ad ogni modo non mi piace. Urla un sacco ed il testo è banale. Il video però è molto carino.

CHE SIA BENEDETTA- Fiorella Mannoia: ASSOLUTAMENTE SI
La Mannoia ultimamente non ne sbaglia una. Questa è veramente bellissima. Il testo è potente e diretto e la sua esperienza gli conferisce ancora più forza. Parla a tutti, giovani e vecchi, papabile vincitrice.

NEL BEL MEZZO DI UN APPLAUSO- Alessio Bernabei : ASSOLUTAMENTE NO
Ma io non so chi lo sta facendo st'applauso, Alè. Io applaudirei solo se in mezzo ci fosse la tua faccia. 

DI ROSSE E DI SPINE- Al Bano: No
Ma Al Bano in che epoca si è bloccato? Ho capito l'essere di altri tempi, però così stiamo esagerando.

VEDRAI- Samuel: ASSOLUTAMENTE SI
Il sosia di Maccio Capatonda ha spaccato. E' senza ombra di dubbio la canzone più radiofonica di tutte. Non credo sia tra le papabili vincitrici, ma saranno sicuramente le radio ad incoronarla.

L'OTTAVA MERAVIGLIA- Ron: Si
Non avrei mai pensato di dirlo, ma la canzone di Ron è molto bella. L'arrangiamento è carinissimo, magari non ti resta proprio in testa, però è piacevole.

RAGAZZI FUORI- Clementino: Si
Tra i tre rapper in gara Clementino è senza dubbio il migliore, stessa cosa vale per il brano.

VIETATO MORIRE- Ermal Meta: Si
Insieme a Michele Bravi, Ermal Meta era quello su cui avevo le aspettative maggiori. Il brano è bello, scelta coraggiosa dell'argomento. E' comunque un cantautore da tenere d'occhio.

In attesa di ascoltare le cover e di scoprire i vincitori, buon ascolto. Perchè Sanremo è Sanremo.

Emme.

martedì 24 gennaio 2017

#Oscar2017: tutte le nomination

E' finita da pochi minuti la diretta streaming che ha comunicato al mondo intero le nomination per il premio cinematografico più atteso dell'anno: gli Oscar 2017. L'Accademy ha infatti reso noti i titoli di film, corti e documentari che il prossimo 26 febbraio concorrerrano per la conquista delle tanto ambite statuette dorate. Senza troppi giri di parole, ecco a voi tutti i candidati!

























Tante belle presenze (l'italiano Fuocoammare nella categoria miglior documentario) e qualche assenza pesante (Amy Adams per Arrival come miglior attrice protagonista oppure Deadpool come miglior film). Pronti per la notte delle notti? Mi raccomando, avete più di un mese di tempo: arrivate preparati!

A presto,
Emme.

lunedì 9 gennaio 2017

#GoldenGlobe: tutti i vincitori della 74° edizione.

Ieri sera- anche se qui da noi era notte inoltrata- si sono tenuti a Los Angeles i 74° Golden Globe. Inutile dirvi che tra sala e tappeto rosso erano presenti così tante celebrities che probabilmente il Beverly Hilton Hotel che ha ospitato l'evento risplendeva di luce propria. Candidati e non hanno sfilato e poi hanno assistito ad una piacevolissima e mai noiosa consegna di premi gestita dal neo padrone di casa Jimmy Fallon, che con la pungente ironia che da sempre lo contraddistingue ha saputo catturare e mantenere l'attenzione di tutti- anche quella di noi poveri spettatori oltreoceano.

L'intro è stata FENOMENALE. Parodia di La La Land ha visto protagonista Jimmy Fallon accompagnato da protagonisti del cinema e delle serie tv più famose, da Nichole Kidman a Jon Snow, da Mr Robot ai ragazzini di Stranger Things (con Eleven che rappa che nemmeno Eminem), fino ad arrivare ad un lento tra le stelle con Justin Timberlake. Anche se non masticate benissimo l'inglese- è l'unica parte non tradotta dagli interpreti- dovete assolutamente vederlo (vi ho postato anche i video, così non dovete nemmeno cercarlo).



Ma passiamo alle cose più importanti: i vincitori. Per quanto riguarda la categoria "cinema" c'è veramente poco da dire: La La Land, che presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia uscirà in Italia il prossimo 26 gennaio, la fa da padrona con 7 statuette conquistate su 7 nomination. Tra queste rientrano ovviamente quella di miglior commedia o musical, quella di miglior regia e di miglior sceneggiatura e quelle di Rayan Goslin e di Emma Stone, rispettivamente miglior attore e miglior attrice protagonista in una commedia o un musical. Il premio per il miglior film drammatico va a Moonlight, che uscirà nelle nostre sale solo il 2 marzo.



Sono contentissima delle due statuette a miglior attore e attrice non protagonista: Aaron Jhonson in Animali Notturni e Viola Davis in Fences. Della maggior parte dei film in concorso ho visto- per forza di cose- solo i trailer- quindi non posso dirvi se sono d'accordo o meno; come sempre dovrò pronunciarmi in un giudizio a posteriori dopo averli visti tutti.



Per quanto riguarda le serie tv il premio più ambito va a Netflix ed al suo The Crown che si aggiudica la statuetta come Miglior Serie Drammatica (già è in cantiere, tra l'altro, una seconda stagione) lasciando a bocca asciutta la HBO. Il premio per la miglior serie tv musical o commedia va invece ad Atlanta, che verrà trasmessa in anteprima da Sky a partire dal prossimo 19 gennaio. Miglior miniserie è invece America Crime Story: People vs O. J.Simpson. Di questi premi non sono contentissima, sopratutto per quanto riguarda la categoria drama e per la quella miniserie per la tv: nella prima avrei gioito alla vittoria di This is Us, che secondo me meritava davvero di portarsi a casa il premio, mentre nella seconda avrei preferito il successo di The Night of (di qui vi ho parlato qui sul blog).


Una cosa è certa: in questa edizione non sono mancate le polemiche. Particolarmente forti sono state quelle nei confronti del neo eletto presidente degli Stati Uniti D'america Donald Trump, specialmente da parte della magnifica Maryl Streep, premiata con un riconoscimento alla carriera dopo trenta nomination ed otto statuette ottenute. Nel suo discorso di ringraziamento l'attrice ha fatto riferimento ad uno sgradevole evento che ha avuto luogo durante la recente campagna elettorale ed a detto: "Quest'anno c'è stata una performance che mi ha fatto digrignare i denti: la persona a cui è stato chiesto di sedere nello scranno più rispettato del paese si è messo ad imitare un giornalista disabile, una forma di mancanza di rispetto e un atto di violenza. Se i potenti usano il loro potere per bullizzare gli altri perdiamo tutti". Dopo il rifiuto di moltissime star ad esibirsi alla cerimonia di insediamento- tra cui le italiane Il Volo e Andrea Bocelli- questo sarà un altro duro colpo da digerire per il nuovo presidente; chissà cosa lo aspetta in quattro anni di mandato!

Vi lascio con la lista completa dei vincitori e vi do appuntamento al prossimo evento più atteso di tutti, gli Oscar!

CINEMA
Miglior film drammatico
Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Hell or High Water
Lion (Lion - La strada verso casa)
Manchester by the Sea
Moonlight

Miglior commedia o musical
20th Century Women
Deadpool
Florence Foster Jenkins (Florence)
La La Land
Sing Street

Miglior attore in un film drammatico
Casey Affleck, Manchester by the Sea

Joel Edgerton, Loving

Andrew Garfield, Hacksaw Ridge
 (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Viggo Mortensen, Captain Fantastic

Denzel Washington, Fences

Miglior attrice in un film drammatico
Amy Adams, Arrival
Jessica Chastian, Miss Sloane
Ruth Negga, Loving
Natalie Portman, Jackie
Isabelle Huppert, Elle

Miglior attore in una commedia o in un musical
Colin Farrell, The Lobster
Ryan Gosling, La La Land
Hugh Grant, Florence Foster Jenkins (Florence)
Jonah Hill, War Dogs (Trafficanti)
Ryan Reynolds, Deadpool

Miglior attrice in una commedia o in un musical
Annette Bening, 20th Century Women
Lily Collins, Rules Don't Apply (L'eccezione alla regola)
Hailee Steinfeld, The Edge of Seventeen
Emma Stone, La La Land
Meryl Streep, Florence Foster Jenkins (Florence)

Miglior attore non protagonista
Mahershala Ali, Moonlight
Jeff Bridges, Hell or High Water
Simon Helberg, Florence Foster Jenkins (Florence)
Dev Patel, Lion (Lion - La strada verso casa)
Aaron Taylor-Johnson, Nocturnal Animals (Animali Notturni)

Miglior attrice non protagonista
Viola Davis, Fences
Naomie Harris, Moonlight
Nicole Kidman, Lion (Lion - La strada verso casa)
Octavia Spencer, Hidden Figures (Il diritto di contare)
Michelle Williams, Manchester by the Sea

Miglior regista
Damien Chazelle, La La Land
Tom Ford, Nocturnal Animals (Animali Notturni)
Mel Gibson, Hacksaw Ridge (La battaglia di Hacksaw Ridge)
Barry Jenkins, Moonlight
Kenneth Lonergan, Manchester by the Sea

Miglior sceneggiatura
Damien Chazelle, La La Land
Tom Ford, Nocturnal Animals (Animali Notturni)
Barry Jenkins, Moonlight
Kenneth Lonergan, Manchester by the Sea
Taylor Sheridan, Hell or High Water

Miglior canzone originale
"Can't Stop the Feeling," Trolls
"City of Stars," La La Land
"Faith," Sing
"Gold," Gold
"How Far I'll Go," Moana (Oceania)

Miglior colonna sonora originale
Moonlight
La La Land
Arrival
Lion (Lion - La strada verso casa)
Hidden Figures (Il diritto di contare)

Miglior film d’animazione
Kubo and the Two Strings (Kubo e la spada magica)
Moana (Oceania)
My Life as a Zucchini (La mia vita da zucchina)
Sing
Zootopia (Zootropolis)

Miglior film straniero
Divines (Francia)
Elle (Francia)
Neruda (Chile)
The Salesman (Iran/Francia)
Tony Erdmann (Germania)

TELEVISIONE
Miglior serie drammatica
The Crown
Game of Thrones (Il Trono di Spade)
Stranger Things
This Is Us
Westworld

Miglior serie comedy o musical
Black-ish
Atlanta
Mozart In The Jungle
Transparent
Veep

Miglior miniserie o film per la tv
American Crime
The Dresser
The Night Manager
The Night Of
The People V. O.J. Simpson

Miglior attore in una serie drammatica
Rami Malek, Mr. Robot
Bob Odenkirk, Better Call Saul
Matthew Rhys, The Americans
Liev Schreiber, Ray Donovan
Billy Bob Thornton, Goliath

Miglior attrice in una serie drammatica
Caitriona Balfe, Outlander
Clare Foy, The Crown
Kery Russell, The Americans
Winona Ryder, Stranger things
Evan Rachel Wood, Westworld

Miglior attore in una serie comedy o in un musical
Anthony Anderson, Black-ish
Gael Garcia Bernal, Mozart In the Jungle
Donald Glover, Atlanta
Nick Nolte, Graves
Jeffrey Tambor, Transparent

Miglior attrice in una serie comedy o in un musical
Rachel Bloom, Crazy Ex-Girlfriend
Julia Louis Dreyfus, Veep
Sarah Jessica Parker, Divorce
Issa Rae, Insecure
Gina Rodriguez, Jane The Virgin
Tracee Ellis Ross, Black-ish

Miglior attore in una miniserie o film per la tv
Riz Ahmed, The Night Of
Bryan Cranston, All The Way
Tom Hiddleston, The Night Manager
John Turturro, The Night Of
Courtney B. Vance, The People V. O.J. Simpson

Miglior attrice in una miniserie o film per la tv
Felicity Huffman, American Crime
Riley Keough, The Girlfriend Experience
Sarah Paulson, The People V. O.J. Simpson
Charlotte Rampling, London Spy
Kerry Washington, Confirmation

Miglior attore non protagonista in una serie, in una miniserie o film per la tv
Sterling K. Brown, The People V. O.J. Simpson
Hugh Laurie, The Night Manager
Jon Lihtgow, The Crown
Christian Slater, Mr. Robot
John Travolta, The People V. O.J. Simpson

Miglior attrice non protagonista in una serie, in una miniserie o film per la tv
Olivia Colman, The Night Manager
Lena Headey, Game of Thrones (Il Trono di Spade)
Chrissy Metz, This Is Us
Mandy Moore, This Is Us
Thandie Newton, Westworld

A presto,

Emme.